iroko

 

Produzione: Adarte, Teatro del Montevaso,Fondazione Sipario Toscana
di Chiara Pistoia

Attori / interpreti: Francesca Pompeo
Anno di produzione: 2009
Regia: Chiara Pistoia
Musiche: Giovanni Sollima, Stefano Bollani
Scenografia: Atelier Scena Pisa

Durata: 55'


Pubblico di riferimento: Spettacolo per bambini e ragazzi fino ai 13 anni

 Lo spettacolo è ispirato a testimonianze di bambini soldato raccolte in Liberia e Chad da Amnesty International, dall’UNICEF e da Human Rights Watch

Bibliografia / fonti correlate allo spettacolo
Bestie senza una patria, di U. Iwealea

 

 

Lo spettacolo Iroko è liberamente tratto da “Bestie senza una patria” di U. Iwealea e affronta il dramma dei bambini soldato. Come riportato dal Child Soldiers, Global Report 2009 ““Sono migliaia i minori impiegati negli eserciti regolari e nei gruppi armati di opposizione in 85 paesi; più di 250.000 di questi prendono parte ai combattimenti in 35 paesi, e ben 120.000 solo nel continente africano. I ragazzi e le ragazze che sopravvivono alla guerra, oltre ad aver facilmente riportato ferite o mutilazioni, sono in gravi condizioni di salute: stati di denutrizione, malattie della pelle, patologie respiratorie e dell’apparato sessuale, incluso l’AID. L’uso dei bambini e bambine soldato ha ripercussioni anche sugli altri ragazzi e ragazze che rimangono nell’area del conflitto, perché tutti diventano sospettabili in quanto potenzialmente nemici. Il rischio è che vengano uccisi, interrogati, fatti prigionieri. Qualche volta i bambini soldato possono rappresentare un rischio anche per la popolazione civile in senso lato: in situazioni di tensione sono meno capaci di autocontrollo degli adulti e quindi sono "dal grilletto facile". Si rende sempre più necessario sensibilizzare le nazioni coinvolte nei conflitti e attivare una campagna internazionale che dica STOP all’uso dei bambini soldato”

Si compone di due parti: una prima parte teatrale, fisica, in cui la danzatrice e attrice Francesca Pompeo compie un racconto fisico e vocale, agito in prima persona, sospeso in una dimensione rarefatta, nello spazio vuoto segnato solo segmenti e coni di luce, che ci parla di GUERRA, una guerra vista attraverso gli occhi di un bambino, incarnata nei suoi giochi rischiati e goduti e sconfessata da una realtà troppo difficile da accettare.

Nella seconda parte viene mostrato al pubblico un reportage di guerra girato in Africa dal giornalista e inviato RAI Giuseppe Carrisi, in cui si approfondisce sul tema attraverso il racconto e la testimonianza di ex bambini soldato Al termine è previsto un dibattito di approfondimento sulla carta dei diritti naturali di bimbi e bimbe e sulla convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

 

 

 

 

 

 

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